Cai Latina
 

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IMPRESSIONI DI...... VIAGGIO

Venerdì 26 aprile 2013

Dal Rifugio Panormo al Monte Alburno

Siamo sui Monti Alburni nel Parco del Cilento e gli amici del CAI di Salerno fanno da guida sui Monti Alburni a due gruppi del CAI: noi di Latina ed altri amici del CAI di Messina che hanno sceltoil trekking del Cilento per il ponte del 25 aprile.
E' il 26 aprile ed è una giornata molto calda,si arriva al Rifugio Panormo percorrendo un lungo tratto di strada sterrata.
Il Rifugio è ampio: una bellissima struttura dove i gestori ci accolgono amichevolmente offrendoci un caffé.
Si comincia la salita passando dentro ad ampie faggete con il fondo in gran parte innevato. Frequenti si aprono nel terreno doline ed inghiottitoi, siamo in una zona ad alta densità di fenomeni carsici.
Dopo un'ora si arriva ad un punto panoramico caratterizzato da uno sperone roccioso dove i massi hanno formato unaparticolare composizione, quasi elementi di un Lego gigantesco dove una mano abbia appoggiato e incastrato in bilico alcuni elementi.
Si percorrono alcune radure erbose e forte ci assale l'odore dell'aglio,per terra tantissime piante dalle larghe foglie verdi sono le "allium orsinum". In mezzo curiose composizioni attirano l'attenzione sono foglie di questa pianta le cui punte sono racchiuse da una foglia secca di faggio.Crescendo la pianta ha bucato la foglia rimanendovi poi imprigionata.
La salita si fa più impegnativa percorrendo un pendio innevato e poi,negli ultimi 100 metri finali, una salita con rocce che superiamo aiutandoci con le mani.
Alla fine siamo sulla cima del Monte Alburno a 1742 m.Sotto di noi a ovest la vasta pianura del Vallo di Diano, percorrendo la quale il giorno prima con l'autobus avevamo ammirato la lunga cresta dei Monti Alburni, sui quali ora ci troviamo.
A est invece lo sguardo si perde sulla grande distesa di faggete che copre questa parte del Parco del Cilento e dei Monti Alburni.
E' curioso il palo piantato sulla cima che conserva il quaderno della vetta: è largo ed ha da una parte una versione diciamo "laica" con alcune scritte e dall'altro lato una versione "religiosa" con una piccola statua di Padre Pio.

La discesa avviene dall'altro versante compiendo un percorso ad anello che degrada dolcemente, passando attraverso le faggete che abbiamo ammirato dall'alto.
Distese di ciclamini costellano i tratti più aperti, camminando appaiono a tratti anche dei tassi di grandi dimensioni,mentre i crochi sempre più numerosi si aprono subito al lato dei tratti innevati.
Nuovamente ci accoglie l'ospitalità dei gestori del Rifugio che preparano il caffè con gigantesche caffettiere posate sui tavoli in legno del grande terrazzo.

 

Maria Di Tano
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