Cai Latina
 

Indice
IMPRESSIONI DI...... VIAGGIO

Domenica 2 giugno 2014

Oasi Naturalistica del Lago di Penne

Nel week end del 2 giugno la sezione del CAI di Latina ha effettuato escursioni nella zona del Lago di Penne, visitando l'Oasi ed effettuando escursioni alle Cascata del Vitello d'Oro e sui Piani del Voltigno verso Campo Imperatore.
Ci hanno accompagnato,con competenza e spirito di amicizia,alcuni accompagnatori della sezione del CAI di Penne.


Il primo giorno di visita al mattino abbiamo visitato l'Oasi Naturalistica del Lago di Penne  che  costituisce un'importante Riserva Naturale della Regione Abruzzo. La Riserva gestita dal Comune di Penne è  stata affidata in concessione operativa e tecnica alla Cooperativa COGECSTRE - riservapenne@cogecstre.com- , con la supervisione scientifica del WWF che ha quì costituito una delle sue prime OASI.
Nel Lago confluiscono il fiume Tavo e il torrente Gallero provenienti dal vicino Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
Per  la presenza di  tre Parchi Nazionali e le numerose Riserve Naturali, l'Abruzzo viene definito il "cuore verde" dell'Europa  e arrivando in questa Riserva/Oasi e ascoltando le spiegazioni degli operatori della cooperativa , si capisce perché.    Quì si è capito come la natura e l'ambiente siano un Valore fondamentale da rispettare e preservare, non solo per la loro importanza per la vita di una comunità e di un popolo, ma anche per renderli una mezzo di sviluppo per il territorio.
Non è stato facile arrivare a questo risultato superando le resistenze di chi vedeva nella preservazione della natura solo un limite ai propri interessi, ma quì il risultato è stato raggiunto e si può notare come ci siano tanti giovani al lavoro nelle strutture della Riserva e in quelle ricettive vicine come il bellissimo Ostello di Collalto (dove siamo ospitati per la cena e la notte), che ha ospitato anche per un lungo periodo una Facoltà dell'Università dell'Aquila dopo il terremoto.
Iniziamo il percorso, che costeggia un lato del Lago, su delle passerelle in legno.
La prima cosa che si incontra sono i capanni per l'avvistamento dell'avifauna, proprio sotto uno di questi delle anatre stazionano intorno a un piccolo stagno . La "moretta tabaccata"," l'alzavola"," i germani" si fanno osservare tranquille, mentre sul Lago  si possono osservare con il binocolo i tuffi dello "svasso maggiore".
Da un altro capanno invece si può osservare la nitticora,l'ardeide simbolo dell'Oasi che quì è presente insieme all'airone bianco maggiore e cinerino
Proseguendo la passerella passa in mezzo a varia e "lussureggiante" vegetazione :è l'Orto Botanico che contiene più di 400 specie vegetali, individuate con delle targhette apposte su pali in legno.
Si arriva quindi al "giardino delle farfalle" dove vari e particolari fiori sono collocati nelle aiuole per permettere lo stazionamento delle farfalle in determinati periodi dell'anno.
Bellissimi fiori e piante, comuni o più rare, sono un vero "paradiso" per gli amanti della fotografia naturalistica e tutti noi ci divertiamo a guardare a guardare e fotografare.
Consumiamo il pasto nel bel portico con panche di una costruzione in legno all'interno dell'Oasi. Si esce dall'Oasi con un senso di bellezza e rasserenamento che si conserva ancora a lungo e  che è tipico del contatto con la natura.
La fortuna è dalla nostra perché appena rientriamo nel pullman si scatena il brutto tempo, che abbandona la zona giusto in tempo per farci effettuare le altre visite previste: quella alla zona della Cascata del Vitello d'Oro e al Museo del Camoscio appenninico di Farindola   .Anche quì possiamo usufruire delle spiegazioni che la guida del museo ci fornisce con passione e competenza,qualità che  accomunano tutte le guide e gli operatori che abbiamo incontrato e che indicano un grande amore e rispetto per il loro territorio.

Maria Di Tano
  Vai a inizio pagina